Laura Muolo – titolo arbitrario – ” Le Zie” opera in progress

 

L’età del sorriso

Si meravigliano, in altre parole, sorridono, fino alla morte – alla morte della loro fanciullezza – propriamente parlando -.
Laura, in questa opera progressiva, ristabilisce la scala umana nei personaggi e li rende importanti, nel gioco della sua sensibilità, rende soprattutto il sorriso importante ai nostri occhi.
Dopo di che (con l’inevitabile spostamento su piani dettagliati della loro arcaicità) Laura
ci sorprende ancora con il suo intelligente punto di vista. La sua ironia in progress sta cambiando e diventerà un’altra faccenda soggetta ad altre misure, con un centro tutt’affatto nuovo.
Lei ritorna, perché condotta dalla sua curiosità su un’altra scala un’altra prospettiva, un altro orizzonte.
Nell’osservare la sua opera aperta ci lascia intravvedere tutto quello che possa valere la pena – la fedeltà della felicità – il nostro compito, nel frattempo di vederla finita, è di riflettere se il tema non avesse avuto altra bellezza, avrebbe sempre avuto la rara e distinta bellezza costituita dal suo esprimere la verità dei valori della bambina.

Laura tratta con “le Zie” materia della poesia del dramma e dell’arte; Ella deve solo meravigliarsi, come dico, per esse, ed esse cominciano ad avere significativi aspetti di solidità, nessi – nessi con l’ “universale” -.

Laura, nell’opera “Le Zie”, esce fuori del terreno del passato tormentato, e a distanza, ci lascia nella nostra felice indifferenza al fatto di essere sciocchi felici, rivela ancora la più felice armonia del “ romantico”.
Lei non ha nulla che la trattenga nel dipingere i veri abbandoni nella gioia dietro la convenzione dei veri abbandoni alla tristezza. Le fa uscire da ogni delirio d’esilio e ogni sentimento nostalgico per riprendere parte del nostro passato e trattenerlo a denti stretti in una coscienza tormentata confusa e triste in un tot di felicità esistenziale.

@ Carlo Colombo Calabria
Febbraio 2017

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