” il buio del 5 ottobre”

Il buio di ottobre

Il buio dei giorni d’ottobre è caldo e provvisorio, il vento gli gira intorno lento senza mai ritrarsi, dall’ombra fischiando. Quando vedo l’erba gialla legata in fascioni, ho tristezza per l’ape, la formica e la farfalla. Mi rivolgo al pioppo, se mai volasse dopo le rondini di tornare a primavera per il fresco ai nidi bianchi ora dei tordi ora delle cinciarelle.

Il cinque ottobre ha un lieve ritardo dal sole, ne ha di scuse! Ha aspettato il primo che passasse il secondo che finisse, il terzo che crescesse, fino al quarto prima che splendesse. Ora è qui, caldo di ritardi accumulati nelle discese sfrenate per il suo carattere irascibile.
E’ arrivato premuroso anatomizzato, con un inaspettato grigiore. Prende parte alla vita quasi per gioco e non cambia d’umore, come il buio di luglio, quando cambia scena, come un suono d’organo. E’ contento se lo sorprendi indaffarato a caricarsi di lampeggi e tuoni che ogni tanto perde nelle salite ripide quando gira veloce da nuvola a nuvola cercando il temporale. Questo doveva fare! E lo fa’ somigliando a un animale indefinito, come una mezza mucca pesante e un passero spaesato. Non c’è istante che non sia parte del suo carattere e mestiere e che non si incolli ordinandosi in fila minuto dopo minuto all’età del mondo. Si fa leggenda fino in fondo.
E per questo suo modo, come ogni buio che si aspetti, ha bisogno di strumenti sentimentalissimi e autenticamente vissuti che ne nascondano la luce e anzitutto la ripresa continua da ombra a ombra a passi lenti verso il nucleo fatto giorno in questo giorno. E’ da un poco che ci accompagna ben oltre settembre il buio di agosto, e lui che non risuona nei nostri orecchi se non con il fruscio di chi sa quale folle impresa.
Quando svanito sarà ogni filo di verde lo si può tagliare senza bruciori poetici eccessivi nello stomaco, lo puoi vedere svanire dietro versi e armonie che l’alba smaltisce quando sdraiatosi sulla gamba più stabile si squaglia nella vecchia foresta di querce come un tema profondo di nenia.
Il buio di ottobre lo trovi più avanti nel giorno che ci vede impegnati da un po’ e che ci accompagnerà ben oltre novembre (fidatevi fa parte di un percorso), perché il conosciuto nasconde sempre un qualcosa che va al di là del sapere profetico, a patto di reggere fino in fondo la notte che è sempre un piccolo prodigio da trattare come tempo libero da affidare ai passi del giorno dopo.

Carlo Colombo Calabria
05 Febbraio 2014

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