“da spazio a spazio”

(Passi sventati)

 

Da spazio a spazio

in un seppellire lento di passi intorno

 

Ad alzare il nuovo

E scavalcare il più amato

misura di sbalzi sradicati dall’ombra

 

Forse nel dileguarmi in rinfuse folle

M’inabissi in dolorosi dubbi

 

Anche se la piazza mi crebbe. La strada pure.

Poi arrivò il vento. Dove tutto fischiava

e preparava mucchi di ciò che non si vede.

 

Vieni ed entri nel tuono che m’insegna

 

I colori scroscianti dei sicomori

mi vogliono stanco, sfuso

cieco nella mia notte tremante animale.

 

E muovo il selvaggio correndo

sulla pietra, nella foglia nere profumata

come la rosa

nella calca dell’ora cruciale

nello stretto silenzio d’acqua

cadente mi vuoi vecchio sfinito, storto.

 

Si disfa l’aria volante nella sera

e impasta il tremore degno di Te.

Il fiore m’insegni e la bellezza

E vuoi il temporale, e ami il fuoco

E tutto vuoi tu di me

meno che la mano, meno che il bastone

che fu frutto, serpe e croce.

Fosti e fummo equilibrio nell’ultimo passo

senza le solite parole.

Carlo Colombo Calabria

(Settembre 2014)

E' solo una questione di condivisioneShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Lascia un commento