…un mareggiare di fronde.

…un mareggiare di fronde.

Respiro l’acqua per meglio
scivolare, affinché lo squarcio
sia di spada nel fondo del
fuoco:
Mangio il mio uragano
a bocca gonfia
– Via, via – di acqua morta
nell’indolente altomare.
– Sbraccio –
e stucco le lesioni dell’acqua
con lestofanti apnee.

(sorridendo)

Carlo Colombo Calabria

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