“ Mediante giovanili sottigliezze”

(Guttuso – Ragazzo sdraiato su un muretto – )

“ Mediante giovanili sottigliezze”

Mi avvito lungo l’asse della tristezza
e mi distendo lambendo l’argine del muro
– Mi sazio dondolare –
dalla vertigine altissima
la teoria della caduta a strappi
Nello sbilancio cedono nella schiena brividi rapidissimi
la caduta frantuma il cielo a brandelli

è sopra e dentro il sole liquido
– nella perfetta ombre di me –
sento a occhi chiusi la partitura delle voci

qui si accampa la cicala
e compone la vita a molecole storte
la noia di notte la promessa di sloggiare

il silenzio gli sfugge dai denti
e nel dialogo diretto
dei due io mi lascio andare
in tardo romantica filosofia ristretta
posso vedermi bene nel sentirti
quando ho sfrenate voglie di coesistenze instabili

E penso
con la solita eleganza nelle gambe disgiunte
al mio assetto chimerico
con una sintassi del mio esistere a norme organizzate
incrementando i valichi umorali
prossimi alla solitudine felice.

Ah!
– se almeno alle tre il sole –
scaldasse dal sogno in poi le dita dei piedi
Con due ventri mi riempirei di desiderio dimettibile

La morte mi accompagna in allegria di sé
e discute di sé con sé
e insisto nel ritorno
a causa delle sue ondulate norme
ai passi semplici essenziali
creando
l’attesa sul muro al muro
di tracce leggermente confuse.

Carlo Colombo Calabria
8 Giungo 2014

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