” il mare di Vasto”

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” Il mare di Vasto”

Sfonda il cuore e
sotto la pioggia rotonda
si spacca, trema
sparpaglia in ogni poro.

Ah! l’acqua! Se non si sa di sé

Si inabissa in un azzurroverdino scompiglio
srotola e tutta la terra sprofonda.

Lontananze bianche e azzurre
screpolano sui fiancali del lido
mentre sbiancando
la luna
spalma la notte belando.

– la quinta gatta –
si lecca di pesce azzurrino
miagola pezzo a pezzo
e si guadagna la vita
passo dopo passo

Il mare di Vasto
ha la canzone del liuto
e la musa storta sulla pietra
con le gote di ferro verdastro
sverna indifferenza

Sembra la giusta fine
di chi esce viva dal fuoco.

– Tutti vogliono essere Romeo –
Lei non vuole
che i granchi la tocchino
sono immobili e veloci – alza i tacchi –
E sui capelli da ragazzina
– erano rosso ruggine –
si scaldano giovani gabbiani.

Lei ha cento anni
e le piace osservare le cose
prima che prenda piega
e sbanda oltremare.

Lei è diventata mare

E’ ormai brezza taglia i marosi
e dal lento sanguinare – via, via
il cielo scroscia sul filo di luce
nel largo abbracciare.

O il nero fuoco solare
– piuttosto che albero di vela vaga –
sa guardare lo schiarire
Nel silenzio di un filo di vento
trema
lasciando cadere le parti ferme
a fondo con facile sopportare.

Sul mare di Vasto
il cielo condensa
s’infila silenzioso in ogni
microbo del mondo
oltre l’inverno

Carlo Colombo Calabria

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